Le mascherine di protezione FFP1, FFP2 e FFP3 possono essere dotate di valvole: la loro presenza non ha alcun effetto sulla capacità filtrante del dispositivo ma assicura un comfort maggiore quando la mascherina è indossata per molto tempo. In particolare, la valvola di espirazione permette all’aria calda di fuoriuscire dal dispositivo, riducendo l’umidità che si forma al suo interno, evitando così la formazione di condensa. Questo previene inoltre l’appannamento degli occhiali e facilità la respirazione.
La nota del Ministero, dopo aver fatto presente che dalla valvola della mascherina fuoriescono le esalazioni (che equivale a diffondere il possibile contagio), evidenzia che tali mascherine: SONO ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATE PER LA POPOLAZIONE.


Mascherina chirurgica
La mascherina di tipo “chirurgico” ha la sola funzione di diminuire il rischio che chi la indossa possa trasmettere il virus ad altre persone. Un rischio che peraltro si può e si deve minimizzare solo con il rigoroso rispetto della distanza di sicurezza interpersonale.
Controindicazioni e rischi
Il livello di protezione garantito da FFP2 – e FFP3 (N95) soprattutto – crea inevitabilmente un ostacolo fisico al passaggio dei flussi d’aria. Chi non è abituato a usare questi DPI può avvertire un affanno respiratorio. Il loro utilizzo è in ambito professionale, previa formazione sul loro utilizzo appropriato.
Il rischio più grave è legato alla gestione scorretta delle mascherine, che possono contagiare chi le indossa anziché proteggerlo ogni qualvolta vengano rimosse temporaneamente (anche solo pochi attimi, per rispondere a una telefonata o grattarsi il naso) o vengano spostate e riposizionate sul viso.
RIEPILOGO MASCHERINE/FACCIALI FILTRANTI

NOTA BENE
Per la mascherina chirurgica non abbiamo dati riguardanti l’efficienza filtrante verso l’interno, perché la EN 14683 NON HA MAI DATO EVIDENZA DI QUESTO DATO. La funzione delle mascherine è quella di impedire la diffusione del contagio verso l’esterno.
Quindi l’80% riportato è un dato INDICATIVO.

