APPALTI… QUESTI SCONOSCIUTI!

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Appalti e sub-appalti

Come mai gli appalti sono così sconosciuti? Oramai dal lontano 2008 con l’introduzione del “coso 81”, ci troviamo a confrontarci con quello che sembra essere l’applicazione più ostica: gestire un appalto (ed a volte un sub-appalto).
L’articolo 26, “Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione” prevede (o per meglio dire prevederebbe) alcuni obblighi a carico del DATORE DI LAVORO COMMITTENTE.

Partiamo da qui. Il Datore di Lavoro Committente è colui incarica un’azienda di effettuare un certo tipo di attività/servizio all’interno dei propri luoghi di lavoro. Deve richiedere all’Appaltatore (ovvero chi dovrà svolgere il lavoro/servizio) ALMENO:

  • certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato
  • autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale

Purtroppo siamo ancora in attesa dell’ormai storico decreto di qualifica delle imprese; questo lascia ad oggi troppe lacune, ma soprattutto troppa discrezionalità nella richiesta di documentazione in caso di appalti e sub-appalti.Ci viene d’altro canto in aiuto, l’esperienza oramai decennale, di chi
domanda “Cosa chiedo al mio Appaltatore?” siamo in grado di indicare un elenco più o meno denso, di documenti, attestati e nomine.
Ci sono però ancora dei lati tropo oscuri, che francamente invece sono da quasi dieci anni, messi nero su bianco proprio nel “coso 81”:

  • l’art. 1 comma b) dell’art. 26 dice “fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.”

Il “FORNISCE” si intende il COMMITTENTE! Gli Appaltatori e i sub appaltatori DEVONO fornire le informazioni relative ai rischi introdotti ed alle misure di prevenzione e protezione che intendono adottare durante lo svolgimento delle attività. Questo punto non si traduce nella richiesta del DVR dell’azienda Appaltatrice! Scusate ma al Committente quanto può interessare la valutazione dei rischi degli uffici o del magazzino dell’Appaltatore?!? Sono attività che NON vengono svolte presso il Committente!Altro problema spinoso: il DUVRI, documento unico di valutazione rischi interferenti (se necessario) chi lo redige? Il Committente o l’Appaltatore?
Chiediamo l’aiuto da casa? Chiediamo il 50 e 50? Compriamo una vocale?Attenzione attenzione… Rullo di tamburi! IL COMMITTENTE! Tataaaaaa!
E come farà mai a fare una cosa del genere? Beh i rischi di casa sua li conosce, l’appaltatore gli ha fornito i suoi rischi con il POS (che non è quella macchinetta che serve per strisciare la carta, e non è ad uso esclusivo degli edili), mette insieme il tutto ed ecco che ottiene il DUVRI.
Facile no? Sbagliato! E’ la cosa più difficile a pari merito con il POS per gli Appaltatori.
Ci sarebbe tanto altro da scrivere e tanto è già stato scritto, ma per adesso mi fermo qui. Devo preparare i documenti per un Cliente che dovrà intervenire come appaltatore…che Dio mi assita!

Alla prossima!

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