Basta con il “solito DVR”

documento DVR

Il DVR visto e rivisto…

Sono oramai quasi vent’anni che sembra tutto ruotare intorno a questo oramai stantio documento…Tanto vecchio che a ben sentire può a volte perfino odorare di naftalina!
È vero, il “coso 81” ci impone di avere il DVR in tutte le attività lavorative, pubbliche e private, etc. etc…. D’accordo, ma proviamo a fare un passo avanti? La normativa a ben leggere, ci fornisce le basi, per poter avviare un processo di valutazione; proviamo a interpretarlo come una linea guida e non un vincolo. Facciamo un esempio. ANALISI delle MANSIONI. Ora nessun articolo di legge ci impone una metodologia, quindi spetta al consulente/RSPP di turno impostare l’analisi. Da dove partiamo? Dal MACRO (Mansione) per arrivare al MICRO (compito/attività).A volte mi capita di vedere matrici anche ben fatte con indicato “ADDETTO ALLE MACCHINE UTENSILI” ed una serie probabile o meno di rischi associati. Ora ADDETTO ALLE MACCHINE UTENSILI non significa nulla. Cosa fa l’addetto da quando arriva in azienda a quando esce? Magari si può scoprire che ha anche altre “mansioni”, che si portano appresso altri rischi, magari ben più significativi di quanto abbiamo potuto analizzare nella versione macro dell’analisi.

Ci sono delle norme UNI EN ISO (esempio la 10075 parte 2 del 2002) che fornisce una guida alla progettazione dei sistemi di lavoro, sia per il lavoro fisico che per quello mentale (già esiste anche la fatica mentale!). Questo potrebbe anche aiutare ad impostare con un criterio più solido, il mansionario (spesso carente se non del tutto assente nelle aziende).
Si potrebbe pensare di applicare la tecnica empirica per la stima degli errori degli operatori (TESEO) (Tecnica Empirica per la Stima degli Errori Operazionali): è un tipico esempio di modello ad indici di semplice e immediata applicazione orientato alla valutazione delle probabilità di errore dell’operatore.
La probabilità di insuccesso (a causa di errore dell’operatore) Poper è valutata come prodotto di cinque fattori Ki , tenendo conto del tipo di attività (K1), del tempo a disposizione per eseguire l’operazione (K2), delle caratteristiche comportamentali dell’operatore (K3), dello stato emozionale di questi (K4) e delle caratteristiche ergonometriche dell’ambiente di lavoro (K5).

Le possibilità sono davvero tante…perché non proviamo di applicarle? “Il Committente è poco sensibile”. Tradotto significa che non vuole “spendere” per avere della carta. FALSO. Spesso è il Consulente che per semplicità, o poca conoscenza della materia, non propone nulla di più del solito DVR…

Io ci sto provando! Sicuramente tutti i miei Clienti entro il 2018 avranno un DVR “diverso” dai soliti schemi; lo meritano loro per la fiducia che mi hanno dato e me lo merito io, perché diciamolo, son soddisfazioni professionali che ti migliorano la giornata!

Alla prossima!

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